Le innovazioni tecnologiche tra polemiche e miglioramenti

Le nuove tecnologie migliorano la vita o invadono la nostra privacy?
Questi due concetti non si escludono, anzi, spesso rappresentano due facce della stessa medaglia…

Tra una crescente disuguaglianza economica, un divario digitale sbalorditivo e violazioni persistenti della privacy, stiamo assistendo ad un’epoca molto “1984”.

Non sono solo Google, Facebook, Amazon e il resto della Silicon Valley a risucchiare le nostre informazioni digitali: una vasta gamma di aziende acquisisce sempre più informazioni su ogni nostra mossa per generare profitto.

In molti paesi vi é una scarsa struttura legale per l’utilizzo e la raccolta dei dati personali. L’anno scorso, pochi mesi dopo lo scandalo di Facebook di Cambridge Analytica, l’Europa ha iniziato a cimentarsi con le nuove regole sulla raccolta dei dati attraverso il suo nuovo Regolamento sulla privacy dei dati generali, o GDPR. Poco dopo, la California ha approvato la più ampia legge sulla privacy dei dati, destinata ad entrare in vigore nel 2020.

Le nuove leggi hanno segnato importanti vittorie per la privacy personale in un anno che è stato altrimenti segnato da scandali del settore tecnologico, errori grossolani e ogni sorta di innovazione che suscita riflessioni e polemiche. Ecco alcuni recenti sviluppi che vale la pena tenere d’occhio quest’anno.

Riconoscimento facciale
Aeroporti, negozi, casinò e un numero incalcolabile di altri luoghi utilizzano il riconoscimento facciale, anche in tempo reale, per cercare persone sospette con l’aiuto di enormi e oscuri database.

Riconoscimento affettivo.
Il cosiddetto software non viene solo utilizzato per valutare i candidati al lavoro: la polizia si sta rivolgendo sempre più a sistemi basati sull’intelligenza artificiale per determinare se una persona rappresenta una minaccia in base alle espressioni facciali e alla voce; insomma, una versione moderna della fisiognomica.

Falsi digitali.
Attraverso le nuove tecnologie video è possibile riprodurre interi paesaggi e persone. In questo modo la realtà sarà sempre più precaria e confusa. Inoltre, vi è la prospettiva futura allarmante della diffusione di dati falsi e documenti fraudolenti.

BOT
Chi sceglie davvero? Sono io che scelgo o è il BOT che sceglie per me?
Le sequenze preimpostate dei BOT stanno sollevando quesiti in merito alla possibilità di scelta dell’utente e quanto esso possa essere influenzato dall’azienda.

Monitoraggio sul posto di lavoro.
Le aziende sono state in grado di tenere traccia delle posizioni e delle conversazioni dei dipendenti per anni, ma il monitoraggio sta diventando sempre più invasivo e più vicino ai corpi dei lavoratori. L’anno scorso, Amazon ha ricevuto un brevetto per un braccialetto che utilizza un feedback tattile per correggere i dipendenti quando potrebbero essere in procinto di fare qualcosa di sbagliato. Altri ancora stanno distribuendo sensori attorno agli uffici per tracciare il movimento e l’utilizzo dello spazio.

Sorveglianza domestica
I gadget per la casa intelligente sono esplosi nel 2018, portando più macchine fotografiche e tecnologia di riconoscimento facciale in casa. Facebook ha lanciato Portal, Google ha ampliato la sua linea Home Hub, Amazon ha proposto Alexa (altoparlante intelligente) e Ring (video-citofono). Eravamo già preoccupati per la capacità di Alexa di riprendere le conversazioni delle persone, ma ora l’azienda punta ad integrare la tecnologia di riconoscimento facciale nei suoi dispositivi. Naturalmente, non solo Apple, Google e Amazon stanno penetrando più a fondo nelle nostre case: anche le nostre TV intelligenti ci stanno guardando.

Abuso genetico
La modifica del genoma con strumenti come CRISPR (l’editing del genoma è un intervento di precisione che consente la correzione mirata di una sequenza di DNA) promette miglioramenti incredibili per la salute umana, ma solleva anche incredibili domande mediche ed etiche che minacciano di mettere in ombra i loro potenziali benefici. A ottobre, un ricercatore cinese ha annunciato di aver usato CRISPR per creare nuovi bambini umani la cui progenie futura sarebbe stata resistente al virus dell’AIDS. Ciò ha portato a una condanna diffusa da parte della comunità di ricerca globale – la modifica genetica dei genotipi e l’impianto di embrioni nel ventre di una madre umana sono illegali in molti paesi – ma la ricerca ha ricordato che gli strumenti per la modificazione genetica si stanno diffondendo e con essi anche rischi significativi agli ecosistemi nel processo.

Test genetici
Con l’esplosione del mercato del test del DNA, che dovrebbe aumentare fino a $310 milioni entro il 2022, sono cresciute preoccupazioni per gli usi imprevisti e gli abusi dei dati genetici. Molti consumatori non si rendono conto che i dati genetici che ricevono dalle aziende di test del DNA possono essere condivisi con una serie di terze parti come le compagnie farmaceutiche, un dettaglio che è sepolto all’interno di politiche sulla privacy sempre difficili da leggere. Le aziende hanno insistito sul fatto che condividono solo dati anonimi con il consenso degli utenti, ma i regolatori potrebbero non essere convinti: a giugno, Fast Company ha riferito che la Federal Trade Commission stava indagando su alcune società di test del DNA, probabilmente per problemi di privacy. Nel frattempo, i siti di DNA sono anche un bersaglio appetitoso per gli hacker, sollevando la scomoda prospettiva di una fuga delle informazioni genetiche.