Evoluzione digitale: quanta fiducia c’è?

Uno sguardo ai sentimenti degli utenti in tutto il mondo.

L’anno 2018 è appena in corso e già, le iniziative di fiducia digitale hanno catturato i titoli. Mark Zuckerberg ha dichiarato che la sua piattaforma decreterà la priorità dei contenuti dei publisher di terze parti per mantenere gli utenti concentrati su post più “significativi” di familiari e amici. Google ha iniziato il nuovo anno bloccando i siti web che nascondono il loro paese di origine dalla visualizzazione su Google News. E l’imminente regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell’Unione Europea interesserà tutte le organizzazioni di tutto il mondo che trattano dati personali in territorio UE.

Ciò che queste storie sottolineano è che la nostra evoluzione digitale e il nostro utilizzo produttivo delle nuove tecnologie poggia sulla “fiducia digitale”. Ma è possibile misurare la fiducia digitale e confrontarla tra paesi? Ci sono paesi in cui garantire la fiducia è una priorità? La Fletcher School della Tufts University e Mastercard hanno lanciato un’iniziativa di ricerca per rispondere a queste domande studiando lo stato del trust digitale (fiducia digitale) in 42 paesi.

La fiducia può essere confrontata tra paesi

Sono state prese in considerazione quattro dimensioni chiave:

  1. comportamento: in che modo gli utenti rispondono/interagiscono con le loro esperienze e ambienti digitali?
  2. attitudini: come si sentono gli utenti riguardo l’ambiente di fiducia digitale?
  3. ambiente: quali sono i meccanismi del “garante” per costruire la fiducia nell’economia digitale e quanto sono validi?
  4. esperienza: in che modo gli utenti sperimentano l’ambiente di fiducia digitale?

Il grafico seguente mostra i vari punteggi in diversi paesi.

Vi è poi un’ulteriore distinzione che si piò mettere in atto combinando i dati che riguardano, da un lato il comportamento degli utenti, dall’altro la loro esperienza.

Dal grafico si evince che gli utenti dei paesi meno evoluti digitalmente sono più propensi ad accettare malfunzionamenti e rischi. Il loro entusiasmo nei confronti dello sviluppo tecnologico aiuta ad accettare meglio le problematiche dei sistemi digitali. Al contrario, gli utenti dei paesi più sviluppati che si aspettano velocità, sicurezza, performance ottime, tollerano meno i disguidi dei sistemi informativi/digitali.

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